La pandemia COVID e’ stata scientificamente un reale fenomeno di salute pubblica internazionale? O non piuttosto il risultato di un’amplificazione mediatica ossessivo-compulsiva e sistemica di una diffusione epidemica di un virus-chimera (o anche un’ influenza stagionale piu’ contagiosa del solito, come diceva Fauci in privato)? Influenza che gia’ di per se’ riporta solo in Italia oltre 10.000 decessi annui, quasi esclusivamente in persone anziane e con pluri-patologie, come da sempre avviene. E poi, gestito in modo pressoche’ indipendente dalle varie Agenzie sanitarie nazionali di ogni paese, con un coinvolgimento militare limitato e rivolto alla logistica? Oppure le Strutture militari e di intelligence (come anche le Agenzie sanitarie internazionali e USA) erano pienamente corresponsabili della risposta e magari proprio esecutori di una pianificazione del COVID a livello mondiale? E quella che è stata rappresentata teatralmente come una crisi globale pandemica (da curare giammai -non sia mai!- con un farmaco, ma assolutamente con un vaccino), è stata invece politicamente una coordinazione cospirativa di think tank globalisti, con lo strumento di alleanze sanitarie e militari, compresa la NATO? Esiste o meno “…un conglomerato globale formato da Agenzie militari e di intelligence, CIA, Big Pharma, Big Tech, Istituzioni sanitarie, accademiche e mediche, singoli “scienziati” e “ricercatori”, ONG, ampiamente foraggiati di fondi e dietro le quinte governato dai mega-magnati delle finanza..” (R.Kennedy jr.). Se riteniamo di si’, quali sono allora le prove che permettono di definirla pertanto come un’operazione bio-terroristica globale? Moltissime.
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